Fondatore Credass Italia · Educatore Creditizio · Formatore Accreditato Uniluiss
Nato il 4 maggio 1988 a Rio de Janeiro, è uno dei massimi esperti italiani di cessione del quinto. Con quasi 20 anni di esperienza nel settore, ha ricoperto diversi incarichi associativi (Assopam, ANAAF), vinto ricorsi in arbitrato bancario, anticipato le conseguenze del sovraindebitamento in Italia e partecipato attivamente alla riforma del D.Lgs. 141/2010.

Adriano Magliulo nasce il 4 maggio 1988 a Rio de Janeiro, in Brasile. Cresce con una visione internazionale del mondo che lo porterà a sviluppare un approccio al credito fuori dagli schemi, capace di leggere le dinamiche finanziarie con occhi diversi rispetto alla media degli operatori italiani del settore.
Con quasi 20 anni di esperienza nel credito al consumo, Adriano ha costruito una carriera che va ben oltre la semplice intermediazione: ha partecipato attivamente al dibattito sulla riforma del D.Lgs. 141/2010 — la legge che ha ridisegnato completamente il settore degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, istituendo l'OAM — contribuendo con analisi e proposte che hanno influenzato il dibattito normativo del settore.
Nel corso della sua carriera, Adriano ha ricoperto diversi incarichi associatividi rilievo. È stato Responsabile Provinciale di Assopam (Associazione Nazionale Professionisti, Agenti e Mediatori del Credito) per la provincia di Caserta, contribuendo alle battaglie per il plurimandato degli agenti e la riforma del credito. Ha poi ricoperto un ruolo di rilievo in ANAAF (Associazione Nazionale Agenti in Attività Finanziaria), l'associazione fondata nel luglio 2020 per dare voce agli agenti del comparto del credito. Come lui stesso ha scritto al momento della sua uscita: "Lascio da vincitore ANAAF, 1000 volte grazie a coloro che hanno contribuito alla realizzazione del più grande progetto associativo."
Adriano è autore di diversi articoli di settore pubblicati su riviste e piattaforme specializzate, tra cui contributi su Assopam.it sul tema del plurimandato e della libertà professionale degli agenti. Ha vinto diversi ricorsi in arbitrato bancario presso l'ABF (Arbitro Bancario Finanziario), l'organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e banche — un'expertise rara che mette a disposizione dei propri clienti per tutelare i loro diritti.
Una delle intuizioni più significative di Adriano è stata quella di anticipare pubblicamente le conseguenze del sovraindebitamento e dell'usura in Italia, avvertendo di dinamiche che poi si sarebbero materializate nella crisi del credito al consumo e nell'esplosione dei casi di sovraindebitamento delle famiglie italiane. Il suo impegno civile si estende anche al di fuori della professione: repubblicano convinto con i valori mazziniani, ha contribuito come revisore del libro "Di che vita morire" di Antonio Del Pennino e Daniele Merlo (a cura di Giancarlo Giojelli, Gaffi Editore Roma, 2010), un testo fondamentale nel dibattito italiano sul testamento biologico e sull'autodeterminazione individuale, scritto da Del Pennino — storico esponente del Partito Repubblicano Italiano.
Iscritto all'OAM con il numero A16662, nel 2019 riceve il premio "Best nella Cessione del Quinto" al Leadership Forum Summer Edition di Spefin Finanziaria SpA. Nel 2024 ottiene l'accreditamento come formatore presso Uniluiss e inizia la collaborazione con Radio Canale Italia (programma Story Time). Oggi conta oltre 21.000 follower su Instagram come Educatore Creditizio e gestisce Credass Italia su tutto il territorio nazionale con servizio completamente digitale.
Prima di dedicarsi completamente alla professione, Adriano Magliulo ha percorso un lungo cammino accademico e formativo che ha costituito le fondamenta del suo approccio al credito. Non si è limitato ad apprendere la tecnica operativa sul campo: ha scelto di approfondire con rigore le norme di settore, la giurisprudenza bancaria, la dottrina civilistica applicata al credito al consumo e le direttive europee che regolano il rapporto tra intermediari e consumatori. Questo percorso — che ha preceduto e poi affiancato l'attività professionale — lo ha reso capace di leggere il mercato non solo come operatore, ma come analista e, in alcuni casi, come anticipatore di tendenze normative e di mercato che altri hanno riconosciuto soltanto dopo anni.
È questa formazione profonda che gli ha permesso di partecipare attivamente al dibattito sulla riforma del D.Lgs. 141/2010, di vincere ricorsi in arbitrato bancario, di scrivere articoli pubblicati su riviste di settore e di diventare formatore accreditato Uniluiss. Il credito, per Adriano, non è mai stato un prodotto da vendere: è una disciplina da studiare, una responsabilità da esercitare e, soprattutto, un diritto da tutelare.
L'11 settembre 2019, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha emesso la sentenza C-383/18, nota come sentenza Lexitor. Il principio stabilito è di una semplicità disarmante: in caso di rimborso anticipato di un finanziamento, il consumatore ha diritto alla riduzione proporzionale di tutti i costi del credito — compresi quelli che, fino a quel momento, le banche e le compagnie assicurative consideravano non rimborsabili, come le commissioni up-front e i premi assicurativi.
La risposta del sistema bancario italiano a questa sentenza è stata, in larga parte, scandalosa. Invece di avviare processi automatici di rimborso o di transazione con i consumatori — come sarebbe stato non solo doveroso ma anche economicamente conveniente — molti istituti hanno preferito attendere che i clienti facessero causa. Hanno scelto il contenzioso, perdendolo sistematicamente davanti all'ABF, ai Tribunali e alla stessa Corte Costituzionale (sentenza n. 263/2022), piuttosto che costruire un sistema proattivo di restituzione. Il risultato è stato un'emorragia di risorse legali, una perdita di fiducia da parte dei consumatori e un danno reputazionale che ha colpito l'intero settore.
Adriano Magliulo ha seguito con attenzione l'evoluzione della vicenda Lexitor fin dai suoi esordi, vincendo ricorsi in arbitrato bancario e assistendo i propri clienti nel recupero di quanto loro spettava. La sua posizione è netta: un sistema creditizio sano non si difende dal consumatore — lo tutela. E quando la norma è chiara, la risposta corretta non è il contenzioso ma la compliance proattiva.
La Legge Bersani — il D.L. 223/2006 convertito nella L. 248/2006 — è stata una delle prime grandi riforme liberalizzatrici del mercato finanziario italiano. Ha introdotto la portabilità dei mutui, ha eliminato le penali per l'estinzione anticipata e ha aperto la strada a una maggiore concorrenza nel credito al consumo. Era un segnale di cambiamento, un tentativo di rompere le rendite di posizione che caratterizzavano il sistema bancario italiano.
Eppure, a quasi vent'anni di distanza, il mercato del credito al consumo in Italia rimane strutturalmente lontano dagli ideali di quella riforma. La concorrenza effettiva è limitata, la trasparenza informativa è spesso formale più che sostanziale, e i consumatori — specialmente quelli più vulnerabili — continuano a trovarsi in una posizione di asimmetria informativa rispetto agli istituti di credito. La Legge Bersani ha aperto una porta, ma il mercato non è ancora entrato.
Il Decreto Legislativo 141 del 13 agosto 2010 ha rappresentato la prima vera riforma organica dell'intermediazione creditizia in Italia. Ha istituito l'OAM (Organismo degli Agenti e Mediatori), ha definito le figure professionali degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, ha introdotto requisiti di onorabilità e professionalità, e ha creato un sistema di vigilanza strutturato. Adriano Magliulo ha partecipato attivamente al dibattito che ha preceduto e accompagnato questa riforma, contribuendo con analisi e proposte.
Tuttavia, a quindici anni dalla sua entrata in vigore, il D.Lgs. 141/2010 mostra tutti i segni del tempo. Il mercato è cambiato radicalmente: la digitalizzazione ha trasformato i canali di distribuzione, i prodotti si sono moltiplicati, le esigenze dei consumatori sono diventate più complesse e le frodi online hanno assunto dimensioni che il legislatore del 2010 non poteva prevedere. La norma, nella sua impostazione attuale, non è più adeguata a governare un mercato che si è evoluto profondamente.
La posizione di Adriano è chiara: il D.Lgs. 141/2010 va modernizzato. Non si tratta di una revisione cosmetica, ma di un ripensamento strutturale che tenga conto delle nuove realtà operative, delle sfide poste dalla digitalizzazione e della necessità di garantire standard professionali più elevati a tutela dei consumatori.
Uno dei nodi irrisolti del sistema creditizio italiano riguarda l'accesso alle informazioni. Oggi, un agente in attività finanziaria o un mediatore creditizio che vuole valutare correttamente la situazione di un cliente si trova in una posizione di svantaggio strutturale rispetto alle banche: non ha accesso diretto alle banche dati creditizie che gli permetterebbero di effettuare una valutazione completa e affidabile del profilo del richiedente.
Adriano Magliulo sostiene con convinzione che agenti e mediatori dovrebbero avere accesso alle principali banche dati creditizie, ovviamente nel rispetto della normativa sulla privacy e con le necessarie garanzie di riservatezza. Questo accesso non è un privilegio professionale: è una condizione necessaria per svolgere correttamente il proprio lavoro di intermediazione, per fornire al cliente una valutazione complessiva e trasparente della sua situazione finanziaria e per costruire con lui un rapporto di fiducia autentico.
Un intermediario che non può accedere alle informazioni rilevanti non può essere un vero consulente: può solo essere un venditore. E il mercato del credito italiano ha bisogno di consulenti, non di venditori.
L'educazione finanziaria non è un optional: è una necessità strutturale del sistema creditizio italiano. Adriano Magliulo ha fatto dell'educazione creditizia una delle sue missioni principali — non solo attraverso i social media, dove raggiunge oltre 21.000 follower, ma nel rapporto quotidiano con ogni singolo cliente.
La sua convinzione è che un cliente informato sia un cliente migliore: capisce le condizioni del contratto, conosce i propri diritti, sa quando e come esercitarli, e prende decisioni finanziarie più consapevoli. Un cliente che non capisce cosa sta firmando è un cliente vulnerabile — e la vulnerabilità del cliente è un rischio per tutto il sistema, non solo per il singolo consumatore.
Questa visione implica un cambio di paradigma nel rapporto tra intermediario e cliente: non più una relazione transazionale in cui l'obiettivo è chiudere la pratica, ma una relazione consulenziale in cui l'obiettivo è trovare la soluzione giusta per quella persona, in quel momento della sua vita, con quella situazione finanziaria specifica.
Avvocati, commercialisti, notai, medici: ogni professione che ha un impatto significativo sulla vita delle persone è regolamentata da un albo professionale con requisiti di accesso rigorosi, obblighi di aggiornamento continuo e sistemi di sanzione per chi viola le norme deontologiche. Il settore del credito al consumo, che gestisce ogni anno miliardi di euro e incide direttamente sulla qualità della vita di milioni di famiglie italiane, merita lo stesso livello di regolamentazione.
Adriano Magliulo sostiene la necessità di norme più stringenti per chi vuole esercitare la professione di agente in attività finanziaria o mediatore creditizio. Non si tratta di creare barriere all'ingresso fine a se stesse, ma di garantire che chi opera nel settore abbia le competenze, la preparazione e l'etica professionale necessarie per tutelare i clienti. Un sistema simile a quello degli albi professionali — con requisiti di accesso chiari, percorsi formativi obbligatori e meccanismi di controllo efficaci — eleverebbe la qualità media del settore e ridurrebbe drasticamente i fenomeni di abusivismo e di cattiva condotta professionale.
Questa è forse la convinzione più profonda di Adriano Magliulo, quella che attraversa tutta la sua carriera e che distingue il suo approccio da quello della maggior parte degli operatori del settore: il credito non è un prodotto da vendere, è un servizio da erogare.
La differenza non è semantica: è sostanziale. Un prodotto si vende al maggior numero possibile di persone, indipendentemente dal fatto che sia adatto a loro. Un servizio si eroga in funzione delle esigenze specifiche del cliente, con l'obiettivo di risolvere un problema reale. Quando il credito viene trattato come un prodotto, si creano le condizioni per il sovraindebitamento, per le truffe, per i contratti capestro e per tutte le patologie che affliggono il mercato creditizio italiano.
Quando invece il credito viene trattato come un servizio — con attenzione alla sostenibilità della rata per il cliente, alla sua capacità di rimborso nel tempo, alla sua situazione complessiva — si costruisce un rapporto di fiducia duraturo che è nell'interesse di tutti: del cliente, dell'intermediario e del sistema nel suo complesso.
Il sistema delle segnalazioni creditizie in Italia è uno dei temi su cui Adriano Magliulo ha posizioni più nette e documentate. Le segnalazioni nelle banche dati private — CRIF, Experian, CTC e altre — avvengono quasi sempre in modo automatico, attraverso algoritmi che non tengono conto delle circostanze specifiche del singolo caso, delle cause che hanno determinato il ritardo o l'insolvenza, né delle disposizioni del Codice Civile in materia di adempimento delle obbligazioni.
Il risultato è che banche dati private — gestite da soggetti commerciali con propri regolamenti interni — finiscono per decidere il futuro creditizio di milioni di consumatori italiani, spesso sulla base di criteri automatici che non hanno alcun fondamento nel diritto civile. Una persona che ha subito un ritardo di pagamento per cause di forza maggiore — una malattia, una perdita del lavoro, una crisi economica improvvisa — viene segnalata con le stesse modalità di chi ha deliberatamente evaso i propri obblighi. La distinzione tra inadempimento colposo e inadempimento doloso, che è fondamentale nel diritto civile, è completamente assente nel sistema delle segnalazioni automatiche.
Adriano ha condotto un'analisi approfondita di questa circostanza, riscontrando che il Codice di Condotta per i Sistemi di Informazioni Creditizie — il documento che regola il funzionamento di CRIF e delle altre banche dati — è un atto privato, privo di forza di legge, che tuttavia produce effetti concreti e spesso devastanti sulla vita delle persone. Un consumatore segnalato non può accedere al credito, non può aprire un conto corrente con determinate condizioni, non può stipulare contratti di locazione. È una forma di esclusione sociale che avviene senza processo, senza contraddittorio e senza possibilità di difesa effettiva.
La soluzione, per Adriano, passa attraverso una riforma del sistema: le segnalazioni creditizie devono essere soggette a criteri legali chiari, devono prevedere un obbligo di comunicazione preventiva al consumatore, devono consentire il contraddittorio e devono essere proporzionate alla gravità e alla natura dell'inadempimento. Non è possibile che atti privati di soggetti commerciali abbiano un impatto così profondo sulla vita dei cittadini senza un adeguato controllo pubblico.
Un altro nodo critico del sistema creditizio italiano riguarda la verifica della documentazione presentata dai richiedenti. Nel settore del prestito personale — a differenza della cessione del quinto, dove la rata è trattenuta direttamente dallo stipendio e la garanzia è strutturale — le banche si trovano spesso nell'impossibilità pratica di verificare l'autenticità e la veridicità dei documenti reddituali presentati dai clienti.
Buste paga contraffatte, dichiarazioni dei redditi alterate, contratti di lavoro fasulli: il fenomeno è più diffuso di quanto si creda, e le banche — per ragioni di costo, di tempo e di accesso alle fonti ufficiali — non hanno sempre gli strumenti per rilevarlo. Il risultato è un doppio danno: da un lato, il sistema eroga credito a soggetti che non hanno la capacità di rimborsarlo, alimentando il sovraindebitamento; dall'altro, i consumatori onesti pagano il prezzo di questo rischio sistemico attraverso tassi più elevati e condizioni più restrittive.
Adriano sostiene la necessità di un sistema di verifica documentale integrato, che consenta agli istituti di credito di accedere — con le necessarie garanzie di privacy — alle fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Registro delle Imprese) per verificare la veridicità delle informazioni fornite dai richiedenti. Questo sistema ridurrebbe le frodi, abbasserebbe il rischio di credito e, in ultima analisi, consentirebbe di offrire condizioni migliori ai consumatori onesti.
L'usura è il cancro del sistema creditizio. Quando i canali legali del credito si chiudono — per una segnalazione in CRIF, per un protesto, per una situazione di sovraindebitamento — le persone più vulnerabili si rivolgono a chi offre denaro senza fare domande, a tassi che possono raggiungere il 200-300% annuo. È una trappola da cui è quasi impossibile uscire, e che spesso porta alla distruzione economica e personale delle famiglie coinvolte.
Adriano Magliulo ha dedicato una parte significativa della sua attività alla lotta contro l'usura, sia attraverso il lavoro diretto con i clienti — aiutandoli a riconoscere le situazioni di rischio e a trovare soluzioni legali — sia attraverso la sua attività di sensibilizzazione pubblica. La sua posizione è che lo Stato deve fare di più: non solo reprimere l'usura dopo che si è verificata, ma prevenirla creando canali di accesso al credito per chi oggi ne è escluso.
In questo contesto, Adriano sostiene l'istituzione di un fondo di garanzia specifico per i soggetti che si trovano in condizioni di esclusione creditizia ma che, in circostanze normali, avrebbero la capacità di rimborsare un finanziamento. Non si tratta di erogare credito a fondo perduto, ma di fornire una garanzia pubblica che permetta al sistema creditizio — non bancario, ma regolamentato — di erogare prestiti a condizioni sostenibili a chi oggi non ha altra scelta che rivolgersi agli usurai. Un fondo di garanzia di questo tipo esisterebbe già per le vittime di usura (L. 108/1996), ma la sua portata è limitata e le procedure di accesso sono complesse: occorre estenderlo e semplificarlo, trasformandolo in uno strumento di prevenzione prima ancora che di riparazione.
La Legge 3 del 27 gennaio 2012 — oggi confluita nel Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) — è nata con un obiettivo nobile: dare una seconda chance ai soggetti non fallibili (privati, consumatori, piccoli imprenditori) che si trovano in una situazione di sovraindebitamento irreversibile. Le procedure di esdebitazione, il piano del consumatore, l'accordo con i creditori: strumenti pensati per permettere a chi è caduto di rialzarsi.
Ma intorno alla Legge 3 si è sviluppato un business che ha poco a che fare con la tutela del consumatore. Studi legali, OCC (Organismi di Composizione della Crisi) privati, consulenti di dubbia qualificazione: un ecosistema di soggetti che lucra sulla disperazione delle persone sovrindebitate, promettendo soluzioni miracolose a fronte di parcelle spesso insostenibili. Adriano ha osservato direttamente questo fenomeno e lo denuncia con forza: la Legge 3 è uno strumento prezioso, ma la sua applicazione è stata spesso distorta da chi ha visto nel sovraindebitamento altrui un'opportunità di business.
Il contesto storico in cui si è sviluppato questo fenomeno non è casuale. Per anni, il credito al consumo in Italia è stato erogato senza criteri adeguati di valutazione del merito creditizio, con l'unico obiettivo di cartolarizzare i portafogli — impacchettare i crediti in titoli da vendere sui mercati finanziari — scaricando il rischio su investitori terzi. Quando la bolla si è sgonfiata, le famiglie italiane si sono ritrovate con debiti insostenibili, e il sistema che aveva creato il problema ha poi lucrato sulla sua soluzione. La Legge 3 è stata, in questo senso, sia la risposta necessaria a una crisi sistemica sia il terreno fertile per nuovi abusi.
La visione di Adriano è che la soluzione non passa solo attraverso le procedure di esdebitazione, ma attraverso una prevenzione strutturale: criteri di concessione del credito più rigorosi, educazione finanziaria diffusa, accesso a strumenti di consulenza qualificata prima che la situazione diventi irreversibile. Il sovraindebitamento si previene molto prima che si curi.
Adriano Magliulo non si limita a criticare il sistema: propone un'alternativa. Un mercato del credito al consumo sano, secondo la sua visione, è un mercato in cui i professionisti sono altamente qualificati e soggetti a regole chiare; in cui i consumatori sono informati e tutelati; in cui le segnalazioni creditizie seguono criteri legali e proporzionati; in cui chi è temporaneamente escluso dal credito ha accesso a strumenti alternativi che non siano l'usura; e in cui il credito viene trattato — da tutti gli attori del sistema — come un servizio di interesse pubblico, non come una merce da massimizzare.
Questa visione non è utopistica: è la direzione in cui si stanno muovendo i sistemi creditizi più evoluti d'Europa. L'Italia può arrivarci, ma richiede una volontà politica e istituzionale che finora è mancata, e richiede professionisti del settore che abbiano il coraggio di dire queste cose ad alta voce, anche quando non è comodo farlo.
Adriano Magliulo lo fa da quasi vent'anni. E continuerà a farlo.
Adriano Magliulo nasce il 4 maggio 1988 a Rio de Janeiro, in Brasile. Cresce con una visione internazionale del mondo che lo porterà a sviluppare un approccio al credito fuori dagli schemi, capace di leggere le dinamiche finanziarie con occhi diversi rispetto alla media degli operatori italiani del settore.
Adriano affronta un lungo percorso accademico dedicato all'approfondimento delle norme di settore, della giurisprudenza bancaria e della dottrina civilistica applicata al credito al consumo. Parallelamente entra nel mondo del credito al consumo italiano, imparando sul campo le dinamiche della cessione del quinto, della delega di pagamento e del credito alle famiglie. Quasi 20 anni di esperienza accumulata direttamente sul mercato, con migliaia di pratiche gestite e clienti assistiti in tutta Italia.
Il D.Lgs. 141/2010 — la riforma organica dell'intermediazione creditizia italiana — ridisegna completamente il settore degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, istituendo l'OAM. Adriano partecipa attivamente al dibattito sulla riforma, contribuendo con analisi e proposte che confluiranno nel testo normativo, e sarà tra i primi a commentarne le implicazioni pratiche per gli operatori del settore.
Adriano fonda Credass Italia come Agenzia in Attività Finanziaria, con sede operativa a Vigevano (PV) e successivamente a Caserta e Roma. La missione: essere multi-convenzionati con i principali istituti italiani per trovare sempre la soluzione migliore per il cliente, non per la banca. Il suo motto — "Non lavoro per una sola società, lavoro per te" — riflette un approccio radicalmente diverso.
Adriano assume il ruolo di Responsabile Provinciale di Assopam (Associazione Nazionale Professionisti, Agenti e Mediatori del Credito) per la provincia di Caserta. In questa veste contribuisce alle battaglie associative per la riforma del credito, il plurimandato degli agenti e la tutela dei lavoratori del settore. Nel 2018 firma un articolo pubblicato su Assopam.it sul tema del plurimandato e della libertà professionale degli agenti.
Alla Terza edizione dei "People of Excellence Awards" — Leadership Forum Summer Edition di Spefin Finanziaria SpA — Adriano Magliulo viene premiato come "Best nella Cessione del Quinto" per la capacità imprenditoriale nel recruiting e nella formazione di nuovi agenti. L'AD Emilio Mauro dichiara: "L'impegno profuso e le competenze evidenziate da Adriano Magliulo rappresentano motivo di orgoglio per la Società."
ANAAF nasce il 7 luglio 2020 come prima associazione nazionale rappresentante degli interessi degli agenti in attività finanziaria. Adriano Magliulo ricopre un ruolo di rilievo nell'associazione, contribuendo alla sua crescita e alla realizzazione del progetto associativo. Lascia l'incarico da protagonista, come lui stesso scrive: "Lascio da vincitore ANAAF, 1000 volte grazie a coloro che hanno contribuito alla realizzazione del più grande progetto associativo."
Adriano vince diversi ricorsi presso l'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), l'organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e banche. Parallelamente, anticipa pubblicamente le conseguenze del sovraindebitamento e dell'usura in Italia, avvertendo di dinamiche che poi si materializzeranno nella crisi del credito al consumo e nell'esplosione dei casi di sovraindebitamento delle famiglie italiane.
Adriano lancia il suo progetto di divulgazione finanziaria su Instagram, Threads, LinkedIn e TikTok con il brand "Educatore Creditizio". In pochi anni raggiunge oltre 21.000 follower su Instagram, diventando uno dei volti più riconoscibili dell'educazione creditizia in Italia.
Adriano ottiene l'accreditamento come formatore presso Uniluiss, l'università telematica Luiss, consolidando il suo ruolo non solo come operatore del credito ma come figura educativa riconosciuta a livello accademico.
Adriano è ospite ricorrente di Story Time su Radio Canale Italia, dove parla di credito consapevole, scoring creditizio, diritti dei lavoratori e gestione del debito. La sua presenza mediatica consolida Credass Italia come punto di riferimento nazionale nel settore.
Terza edizione dei "People of Excellence Awards" — Leadership Forum Summer Edition, Spefin Finanziaria SpA
"L'impegno profuso e le competenze evidenziate da Adriano Magliulo, unitamente ai risultati raggiunti, rappresentano motivo di orgoglio per la Società e confermano ancora una volta l'importanza ed il valore strategico della rete."
— Emilio Mauro, Amministratore Delegato di Spefin Finanziaria SpA
Il premio è stato assegnato per "la capacità imprenditoriale dimostrata nel recruiting di profili neofiti, nella loro formazione e introduzione all'attività di promozione di prodotti finanziari". Un riconoscimento che premia non solo i risultati commerciali, ma la visione imprenditoriale e la capacità di costruire una rete di professionisti del credito.
Adriano Magliulo ha fondato e gestito diversi incarichi associativi nel settore del credito, portando la voce degli agenti finanziari nelle sedi istituzionali più importanti d'Italia.
Responsabile Provinciale Caserta · 2017–2018
Assopam (Associazione Nazionale Professionisti, Agenti e Mediatori del Credito) è l'associazione sindacale degli agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi, rappresentata anche alla Camera dei Deputati come Registro dei Rappresentanti di Interessi. Adriano ha ricoperto il ruolo di Responsabile Provinciale per Caserta, contribuendo alle battaglie per il plurimandato degli agenti, la riforma del credito e la tutela dei professionisti del settore. Nel 2018 ha firmato un articolo pubblicato su Assopam.it sul tema della libertà professionale degli agenti in attività finanziaria.
Ruolo di Rilievo · 2020
ANAAF (Associazione Nazionale Agenti in Attività Finanziaria) è nata il 7 luglio 2020 come prima associazione nazionale dedicata esclusivamente alla tutela degli agenti in attività finanziaria. Adriano Magliulo ha ricoperto un ruolo di rilievo nella costruzione e crescita dell'associazione, contribuendo alla realizzazione di quello che lui stesso ha definito "il più grande progetto associativo" del settore. La sua uscita è avvenuta da protagonista, con il riconoscimento del contributo dato alla causa degli agenti finanziari italiani.
Vittorie in Ricorso · 2020–2023
L'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è l'organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e banche, istituito dalla Banca d'Italia. Adriano Magliulo ha vinto diversi ricorsi presso l'ABF, ottenendo ragione contro istituti di credito in controversie relative a cessione del quinto e credito al consumo. Un'expertise rara che mette a disposizione dei propri clienti per tutelare i loro diritti nei confronti delle banche.
Partecipazione Attiva · 2010
Il D.Lgs. 141/2010 ha ridisegnato completamente il settore dell'intermediazione creditizia italiana, istituendo l'OAM e regolamentando la figura degli agenti in attività finanziaria. Adriano ha partecipato attivamente al dibattito sulla riforma, contribuendo con analisi e proposte. È autore di diversi articoli di settore pubblicati su riviste e piattaforme specializzate, con un focus particolare sulle implicazioni pratiche della normativa per gli operatori del credito al consumo.
A cura di Giancarlo Giojelli · Gaffi Editore Roma, 2010 · Testamento Biologico e Libertà Individuale
Il libro "Di che vita morire" di Antonio Del Pennino e Daniele Merlo, a cura di Giancarlo Giojelli (Gaffi Editore Roma, 2010), è un testo fondamentale nel dibattito italiano sul testamento biologico e sulla libertà di scelta individuale di fronte alla malattia e alla morte. Del Pennino, storico esponente del Partito Repubblicano Italiano, affronta il tema con la sensibilità laica e liberale della tradizione mazziniana: la dignità della persona, l'autodeterminazione e il diritto a decidere della propria vita fino alla fine.
Adriano Magliulo, repubblicano convinto con i valori mazziniani, ha contribuito come revisore del libro, testimoniando un impegno civile e culturale che va ben oltre la professione finanziaria. Il suo coinvolgimento in questo progetto editoriale riflette la coerenza tra i valori personali — libertà, uguaglianza, fratellanza — e l'approccio etico con cui esercita la sua attività professionale.
Adriano Magliulo è formatore accreditato presso Uniluiss, l'università telematica Luiss. Un riconoscimento accademico che certifica la qualità e il rigore dei suoi contenuti formativi nel campo dell'educazione creditizia e finanziaria.
Ospite ricorrente del programma Story Time su Radio Canale Italia. Parla di scoring creditizio, diritti dei lavoratori, cessione del quinto e gestione responsabile del debito, con un linguaggio accessibile e diretto.
Con il profilo @adriano.magliulo, ha costruito una community di oltre 21.000 follower. Pubblica reel e video su cessione del quinto, gestione del debito, diritti dei lavoratori e cultura finanziaria.
Su Threads e LinkedIn condivide riflessioni quotidiane su credito, mentalità finanziaria e crescita professionale. Il suo approccio — diretto, senza filtri, basato sui fatti — lo ha reso un punto di riferimento per consulenti, agenti finanziari e privati cittadini.
Quasi 20 anni di esperienza nella cessione del quinto per dipendenti pubblici, privati e pensionati. Multi-convenzionato con tutti i principali istituti italiani: Cessione del Quinto Online, Prestitalia, IBL Banca, Banca Sistema, Fides e altri.
Specializzato nell'anticipo del Trattamento di Fine Servizio per dipendenti pubblici e statali. Una delle operazioni più complesse del settore, che Adriano gestisce con precisione e trasparenza.
Ha vinto diversi ricorsi presso l'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), l'organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e banche. Un'expertise rara che mette a disposizione dei propri clienti per tutelare i loro diritti.
Ha anticipato pubblicamente le conseguenze del sovraindebitamento e dell'usura in Italia, avvertendo di dinamiche che poi si sono materializate nella crisi del credito al consumo. Esperto nella gestione di situazioni debitorie complesse.
Ha partecipato attivamente al dibattito sulla riforma organica dell'intermediazione creditizia italiana (D.Lgs. 141/2010), contribuendo con analisi e proposte. Autore di articoli di settore pubblicati su riviste e piattaforme specializzate.
Ha ricoperto diversi incarichi associativi nel settore del credito: Responsabile Provinciale Assopam per Caserta (2017-2018) e ruolo di rilievo in ANAAF (Associazione Nazionale Agenti in Attività Finanziaria, 2020). Ha contribuito alle battaglie per il plurimandato e la riforma del credito.
Riconosciuto come "Educatore Creditizio" e formatore accreditato Uniluiss, condivide contenuti di educazione finanziaria su Instagram (21K follower), Threads, LinkedIn e TikTok per aiutare gli italiani a prendere decisioni consapevoli sul credito.
Premiato nel 2019 proprio per la capacità di formare e introdurre nuovi agenti nel settore finanziario. Ha costruito una rete di collaboratori su tutto il territorio nazionale, trasmettendo metodo e valori.
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Articoli, analisi e guide scritte o ispirate da Adriano Magliulo
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Scopri chi è Adriano Magliulo, fondatore di Credass Italia, e come può aiutarti a ottenere la cessione del quinto a Reggio Calabria. Consulenza gratuita al 380 795 7297.
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Scopri chi è Adriano Magliulo, fondatore di Credass Italia, e come può aiutarti a ottenere la cessione del quinto a Caserta. Consulenza gratuita al 380 795 7297.
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Adriano Magliulo è autore di articoli di settore pubblicati su Notiziario Finanziario — testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma (Reg. n. 7/2015), organo di riferimento per agenti in attività finanziaria, mediatori creditizi e professionisti del credito.
Un'analisi critica e controcorrente sull'approccio dell'OAM al contrasto dell'abusivismo nel credito. Adriano propone un cambio di paradigma: invece di criminalizzare chi opera senza iscrizione, occorre creare percorsi di regolarizzazione che tutelino sia i consumatori sia i professionisti del settore.
Un'analisi approfondita degli adempimenti antiriciclaggio per agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi. Adriano denuncia il rischio che la normativa, per quanto necessaria, diventi controproducente: le segnalazioni cautelative per evitare sanzioni rischiano di ingolfare il sistema e svilire l'operato dei professionisti del credito.
Nella veste di Responsabile Provinciale Assopam per Caserta, Adriano condivide le proprie osservazioni e raccomandazioni alla dirigenza associativa, frutto della sua esperienza diretta sul campo e del confronto con gli agenti della provincia.
Un articolo-manifesto sulla libertà professionale degli agenti in attività finanziaria. Adriano analizza le distorsioni del sistema monomandato e argomenta perché il plurimandato — la possibilità per l'agente di lavorare con più istituti — sia nell'interesse del consumatore finale prima ancora che del professionista.
Un approfondimento sul fenomeno delle truffe nel credito online, con analisi delle misure di contrasto adottate dagli organismi di vigilanza. Adriano esamina le forme più diffuse di abusivismo digitale e le strategie per proteggere i consumatori da operatori non autorizzati.